Sette sono i giorni Solca pensieri come fruscio di navi, Inanellato all’onda s’affida il volo, Della cucala nomade racchiusa; Nel navigato mare di vecchie inquietudini, Fra incavi di poesie marine distanti, Cesellate nella sabbia lattescente. E siamo, Zefiro che lambisce marosi e frontiere, Anonime come il volto del niente, In processione come stormi di paure; Volteggiamo sopra relitti inabissati, Nel giorno che volge al suo decesso, Lamentoso addio fra conchiglie minute. Questo e’ un calesse fatto di nubi turchesi, E sorvola l’oceano che sbuffa e si gonfia; Rincorri il tempo per non perderlo mai. Getta l’ancora in questi fondali chiari, Mentre palpebre socchiuse sorreggono la notte, E la carovana di stelle accende luci; Esci dalla bottiglia e perditi nel mare. Se solo ci fosse il sempre non ci sarebbe il mai; Osserva da questi scogli di carta, La vita e’ solo una risacca di poche ore, Racchiusa in quest’amaca d’acqua. Mare, esistenza,oblio. Sette sono i giorni, e poi? Roberta Vasselli Venezia, 23 Marzo 2004